La 109esima edizione del Giro d'Italia, partita dalla storica città bulgara di Nessebar, vede protagonista assoluta la nuova Citroën C5 Aircross in veste di vettura ufficiale della manifestazione organizzata da RCS Sport. Una scelta che racchiude i valori fondamentali della casa francese: comfort senza compromessi, efficienza energetica, tecnologie avanzate e spaziosità generale.
Questa non è la prima apparizione del modello nel panorama ciclistico italiano. Prima del debutto al Giro, il SUV ha già percorso oltre 1.800 chilometri accompagnando competizioni prestigiose come le Strade Bianche, la Tirreno-Adriatico, la Milano-Torino e la Milano-Sanremo. Ogni tappa ha permesso di testare sul campo le qualità costruttive e organizzative, dimostrando solidità nel supportare operazioni logistiche complesse su percorsi variegati e impegnativi.
Il nuovo modello interpreta alla perfezione il concetto di ammiraglia moderna, grazie al programma Citroën Advanced Comfort che coniuga benessere a bordo e tecnologie intelligenti. La gamma motorizzazioni è stata pensata per rispondere alle esigenze della mobilità contemporanea, garantendo versatilità tanto nelle lunghe trasferte internazionali quanto nelle esigenze quotidiane di famiglie e aziende. Il SUV accompagna piloti, staff organizzativo e atleti attraverso le 21 tappe che collegheranno Nessebar a Roma, dove si disputerà l'arrivo finale.
Una partnership strategica con lo sport popolare
L'impegno della Citroën nell'affiancamento del Giro d'Italia testimonia la volontà del marchio di restare vicino alle comunità locali e ai propri clienti, supportando uno degli eventi sportivi più seguiti globalmente. La copertura televisiva raggiunge i cinque continenti, portando con sé l'immagine della vettura francese a una platea mondiale straordinariamente ampia.
La competizione coinvolge 184 corridori divisi in 23 squadre, rappresentando l'apice del ciclismo professionistico contemporaneo. Con questa partnership, Citroën ribadisce l'impegno verso una mobilità efficiente, sicura e accessibile, radicato nei valori della tradizione sportiva italiana e della cultura popolare che il Giro rappresenta da oltre un secolo.