Il Fiat Ducato spegne 45 candeline, ma lo stabilimento Stellantis di Atessa, in provincia di Chieti, guarda già avanti. La fabbrica abruzzese, legata da sempre alla storia del celebre furgone di Fiat Professional, è al lavoro per prepararsi alla nuova generazione di veicoli commerciali attesa a partire dal 2029.

Il passaggio sarà significativo: il Ducato non è solo uno dei modelli prodotti ad Atessa, ma il cuore dell'attività dello stabilimento, uno dei poli europei più rilevanti per i veicoli commerciali di grandi dimensioni. La prossima tappa è già segnata: a metà settembre, in occasione del salone IAA di Hannover dedicato ai veicoli commerciali, Stellantis Pro One presenterà la nuova famiglia di modelli che entrerà in produzione dal 2029. Non è stato ancora ufficializzato il nome commerciale dei futuri veicoli, quindi è presto per parlare di un 'nuovo Ducato', ma per Fiat Professional si apre una fase inedita.

Per arrivare pronta all'appuntamento, Atessa ha già avviato i primi interventi interni. A dicembre sono in programma lavori rilevanti nel reparto di stampaggio, con aggiornamenti a macchinari, robot e sistemi di automazione. L'obiettivo è adeguare progressivamente una fabbrica destinata a sostenere volumi produttivi molto elevati anche con la futura generazione di furgoni.

Nel frattempo, il Ducato attuale continua a sostenere una fetta importante della produzione Stellantis in Italia. Nel primo semestre del 2026 dallo stabilimento sono usciti complessivamente 94.030 veicoli commerciali, circa il 4 per cento in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Secondo le rappresentanze sindacali il calo è da attribuire soprattutto agli interventi effettuati nel reparto verniciatura, piuttosto che a un rallentamento della domanda.

Per l'intero 2026 resta considerato raggiungibile l'obiettivo di 190 mila unità. Oggi Atessa opera a un ritmo di 800-850 esemplari al giorno, cifre importanti ma lontane dai circa 1.200 veicoli quotidiani toccati negli anni migliori. Uno dei limiti attuali risiede proprio nella verniciatura: in passato lo stabilimento disponeva di due impianti, mentre quello rimasto in funzione, pur rinnovato, offre una capacità inferiore. Un altro possibile collo di bottiglia da affrontare nei prossimi anni è la fase di decking, in cui la carrozzeria viene accoppiata al gruppo meccanico (motore, trasmissione e sospensioni).

Sul fronte occupazionale la situazione appare più stabile rispetto ad altri impianti italiani del gruppo. La pausa estiva è durata soltanto due settimane, il contratto di solidarietà si è concluso e i circa 4.200 addetti sono tornati a lavorare su tre turni. Sono inoltre previsti alcuni fine settimana di straordinario su base volontaria.

Il futuro del Ducato non passerà solo dalla catena di montaggio. Stellantis sta puntando con decisione anche sulle trasformazioni realizzate direttamente in fabbrica attraverso il programma CustomFit, affiancato da una rete internazionale di oltre 500 partner certificati. Al salone di Hannover debutterà inoltre il concept 'Box-on-Wheels', con cui Stellantis Pro One intende proporre soluzioni logistiche più complete e personalizzabili per rispondere alle esigenze dei professionisti del trasporto.