Per oltre un decennio la Dacia Duster ha rappresentato una delle proposte più solide nel panorama dei SUV compatti europei, grazie a una formula essenziale e a prezzi competitivi. Il 2026, tuttavia, sta mettendo alla prova questa leadership: i numeri del primo semestre indicano una contrazione significativa in mercati chiave come Francia e Italia, mentre la concorrenza interna ed esterna si fa sempre più agguerrita.

Il calo nei principali mercati

In Francia, dove la Duster è stata a lungo ai vertici delle vendite, il mese di gennaio 2026 ha registrato 8.842 immatricolazioni, contro le 14.973 dello stesso periodo del 2025: un crollo del 41%. In Italia, il modello aveva chiuso il 2025 con 33.573 unità, terzo tra i privati e settimo in classifica generale. Nei primi sette mesi del 2026, però, la Duster ha totalizzato 18.055 immatricolazioni contro le 20.180 dello stesso arco temporale dell’anno precedente, segnando una flessione del 10,5% e scivolando dal quinto al tredicesimo posto assoluto. La variante bifuel a GPL, da sempre punto di forza, ha visto dimezzare la propria quota di mercato, pur restando la motorizzazione preferita con circa il 74% delle vendite totali del modello nel primo semestre.

Le ragioni della flessione

Parte del rallentamento è imputabile all’aggiornamento della gamma alla normativa Euro 6e-bis, entrata in vigore il 1° gennaio 2026, che ha imposto una temporanea sospensione della produzione limitando le consegne. Ma la vera pressione arriva da due fronti. In primo luogo, la sorella maggiore Dacia Bigster sta erodendo quote: a gennaio 2026, in Francia, la Bigster ha immatricolato 6.063 esemplari, avvicinandosi pericolosamente agli 8.842 della Duster. In secondo luogo, i marchi cinesi come MG e JAECOO stanno attaccando la fascia di prezzo tradizionalmente dominata dalla Duster con modelli ricchi di tecnologia, schermi di grandi dimensioni e pacchetti ADAS completi a parità di listino.

Il restyling del 2028

Per rispondere a queste sfide, la casa rumena ha avviato lo sviluppo di un restyling intermedio, previsto per il 2028. La base tecnica resterà la piattaforma CMF-B, senza stravolgimenti strutturali. Gli interventi si concentreranno sull’estetica esterna, con una precisa scelta strategica: la Duster non adotterà la firma luminosa a “T” dell’ultimo modello Dacia Striker, per mantenere un’identità distinta all’interno della gamma B-SUV. All’interno, ci si aspetta una plancia con doppio schermo, ispirata alla variante commercializzata in India con marchio Renault, ma senza rinunciare alle plastiche rigide che consentono di contenere il prezzo d’attacco. Sul fronte meccanico, nessuna novità di rilievo: l’offerta di motori micro-ibridi, full hybrid, benzina e GPL rimarrà invariata, mentre l’ingegneria lavorerà su assetto e isolamento acustico per migliorare il comfort.

Il biennio che porta al 2028 si preannuncia impegnativo per la Duster, chiamata a difendere la propria posizione dalla pressione della Bigster e dall’avanzata dei produttori cinesi. La scommessa di Dacia resta quella di sempre: offrire un prodotto concreto e conveniente, capace di resistere alle mode del momento. I prossimi trimestri diranno se questa ricetta sarà ancora sufficiente.