La Renault Espace è universalmente riconosciuta come la prima vera monovolume europea, un modello che ha cambiato il modo di concepire l'auto familiare. Ma la sua storia sarebbe potuta essere molto diversa: il progetto originale, infatti, era nato in casa Peugeot e solo una decisione tardiva del gruppo PSA ha permesso a Renault di trasformarlo in un'icona.

Le origini del progetto

Negli anni Settanta il designer Ferrus Pollock, ispirandosi allo studio Chrysler T115 sviluppato negli Stati Uniti, iniziò a lavorare su una monovolume a sette posti destinata al gruppo PSA. Il veicolo, sviluppato insieme a Matra, utilizzava la base tecnica della Simca 1307/1308 e presentava soluzioni innovative per l'epoca, come il pianale piatto e i sedili modulari. Parallelamente, il francese Philippe Guedon stava già disegnando una vettura simile come erede della Talbot-Matra Rancho, dalla quale riprendeva diverse soluzioni stilistiche.

Il rifiuto di Peugeot

Il progetto, denominato P16 e poi P18, era pronto per la produzione. Utilizzava componenti Peugeot, come fari e maniglie delle portiere, e sembrava destinato a debuttare. Tuttavia, alla fine degli anni Settanta, il gruppo PSA decise di abbandonare l'iniziativa, ritenendo che il mercato non fosse ancora maturo per una monovolume. In quel periodo, Peugeot stava attraversando una fase delicata dal punto di vista finanziario e preferì concentrare le risorse su modelli più tradizionali, come la futura 205.

La nascita della Renault Espace

Matra, rimasta con un progetto orfano, cercò un nuovo partner. Fu Renault a raccogliere la sfida, avviando nel 1982 il Progetto P23 su base Renault 18. La produzione della prima Espace iniziò nell'agosto del 1984 nello stabilimento Matra di Romorantin, dove fino a poco prima veniva assemblata la sportiva Murena. La vettura montava un motore a benzina da 2,0 litri con 110 CV e condivideva molti componenti con il resto della gamma Renault, come i fari del furgone Trafic e gli interruttori interni.

Le vendite iniziali furono modeste, ma già dal secondo anno la domanda crebbe rapidamente, costringendo Renault a estendere la produzione anche allo stabilimento di Dieppe. L'Espace divenne presto un punto di riferimento per le famiglie numerose e per il trasporto shuttle, grazie alla sua modularità e al comfort superiore rispetto alle berline dell'epoca.

L'eredità e il futuro

Oggi il nome Espace identifica un SUV di grandi dimensioni, ma la scelta di Renault di riproporlo in chiave moderna dimostra quanto il marchio abbia saputo capitalizzare quell'intuizione originaria. Al Salone di Parigi di quest'anno, la casa francese ha presentato la E-Space Concept, un prototipo che riprende le linee della prima generazione e anticipa un possibile ritorno alle origini in chiave elettrica. Osservando la concept esposta, è difficile non notare l'aria di famiglia con il progetto P18 che Matra aveva tenuto in un cassetto per decenni.

Per chi oggi è alla ricerca di un'auto spaziosa e versatile, la storia dell'Espace insegna quanto sia importante credere nelle idee innovative. Peugeot perse l'occasione, Renault la colse e ne fece un mito.