I modelli più estremi della storia Alfa Romeo

Alfa Romeo è universalmente nota per eleganza e sportività, ma in alcuni momenti ha deciso di abbandonare ogni prudenza, dando vita a creazioni fuori dal comune. Si tratta di prototipi radicali, berline con meccaniche da competizione e sportive tanto rare da essere diventate oggetti di culto. Ripercorriamo cinque esemplari che rappresentano il lato più audace del Biscione.

Il viaggio inizia con l’Alfa Romeo Navajo del 1976. Partendo dalla base della 33 Stradale, Marcello Gandini disegnò per Bertone una vettura dalle linee futuribili, con un frontale affilato, ruote posteriori carenate e un’ala regolabile. L’insieme ricordava più un’astronave che un’automobile e rimase esemplare unico.

Nel 1988 apparve la 164 Procar, forse la più assurda tra tutte. Sotto le forme familiari della berlina disegnata da Pininfarina si celava un telaio da corsa e un motore V10 di derivazione Formula 1, capace di raggiungere velocità prossime ai 350 km/h. Un contrasto clamoroso tra comfort apparente e spirito da pista.

L’anno successivo fu la volta della SZ, soprannominata immediatamente “Il Mostro”. Nata dalla collaborazione tra il Centro Stile Fiat e Zagato, sfoggiava forme spigolose e aggressive, con il V6 Busso abbinato a uno schema transaxle. Prodotta in poco più di mille esemplari, oggi è ricercatissima dai collezionisti.

Nel 1997 Italdesign presentò la Scighera, supercar sperimentale basata sulla meccanica della 164. Colpiva per l’abitacolo trasparente, le portiere ad apertura spettacolare e il V6 biturbo con trazione integrale, un progetto che sembrava poter inserire Alfa Romeo nel segmento delle supercar. Rimase però un prototipo.

Infine, la Giulia GTAm del 2020 ha portato l’estremismo su strada. Roll-bar, sedili posteriori eliminati, un’enorme ala regolabile e un V6 biturbo da oltre 500 CV per una tiratura limitata a 500 unità, condivisa con la versione GTA. Un inno alla sportività che riporta Alfa in una dimensione radicale.

Una menzione a parte merita la 155 GTA Stradale, nata per trasferire su strada lo spirito delle vittorie in pista. Il progetto non arrivò mai alla produzione e l’unico esemplare realizzato rappresenta uno dei misteri più affascinanti della storia del marchio.