Nel panorama delle auto classiche, certe cifre possono apparire sorprendenti. È il caso di questa Alfa Romeo Giulia GT 1300 Junior del 1971, proposta a 69.995 sterline (circa 82.000 euro al cambio attuale), una somma che supera di gran lunga il valore originario del modello. Eppure, a uno sguardo più attento, la richiesta appare quasi giustificata, considerando il livello maniacale delle modifiche apportate.

La vettura nasce come portabandiera economico della serie 105, la coupé disegnata da Giugiaro che nel 1965 offriva un accesso più democratico al mondo Alfa Romeo. La 1300 Junior era mossa da un motore di cubatura ridotta, pensato per chi desiderava lo stile della GT senza affrontare i costi delle versioni più potenti. Oggi, però, questo esemplare ha subito una metamorfosi radicale sotto la cura di Ian Ellis e del team Alfaholics, trasformandosi in qualcosa di completamente diverso.

Il cuore della trasformazione è un propulsore Twin Spark da 2,0 litri, profondamente rielaborato per offrire prestazioni moderne. I pistoni forgiati JE da 85 mm, gli alberi a camme ad alte prestazioni e una frizione alleggerita lavorano in sinergia con un sistema di iniezione elettronica Jenvey a corpi farfallati, gestito da una centralina Emerald. L’alimentazione a carburatori, tipica dell’epoca, lascia il posto a una soluzione che garantisce dosaggi precisi e risposta immediata. Il risultato dichiarato è di 190 CV e 204 Nm di coppia, cifre che promettono un temperamento acceso.

Non è solo il motore a essere stato ripensato. Alfaholics ha curato l’intero pacchetto tecnico: sospensioni regolabili con bracci specifici, sterzo a risposta rapida, ammortizzatori Koni, molle Eibach e un impianto frenante maggiorato Classic Alfa. I cerchi da 15 pollici in stile GTA, oltre a evocare il DNA sportivo del marchio, contribuiscono a un assetto che predilige la pista senza dimenticare un utilizzo stradale emozionante.

Esteticamente, i coperchi delle valvole GTAm e la calandra a rete rimandano alle competizioni, mentre l’abitacolo è un concentrato di componenti funzionali: sedili Recaro Pole Position, cinture Sabelt, strumentazione Stack e un roll-bar Alfaholics Autodelta. Ogni dettaglio comunica una predisposizione alla guida vera, priva di fronzoli superflui.

In un’epoca in cui le auto sportive diventano sempre più digitali e filtrate, questa Giulia rappresenta un ritorno all’essenziale. Con un prezzo paragonabile a quello di una Porsche contemporanea ben accessoriata, si distingue per la sua unicità. Non è una vettura per tutti, ma per chi cerca un pezzo di storia reinterpretato con competenza artigianale, può rappresentare un investimento emotivo ancor prima che economico.