Il mercato automobilistico europeo ha registrato un'accelerazione significativa nel mese di giugno, trainato in particolare dalla forte domanda di vetture elettrificate. Secondo i dati diffusi dall'Unrae, nei 31 principali Paesi del continente sono state immatricolate 1.407.332 autovetture, con un incremento del 13,1% rispetto allo stesso mese del 2025. Nel cumulato del primo semestre, il bilancio sale a 7.232.066 unità, in crescita del 6,1%, sebbene i volumi restino ancora inferiori del 14,2% rispetto al periodo pre-pandemia del 2019.

L'elemento più rilevante è il balzo delle auto a zero o basse emissioni. Le elettriche pure (BEV) hanno messo a segno un aumento del 52%, mentre le ibride plug-in sono cresciute del 25%. Complessivamente, le vetture ricaricabili rappresentano ormai oltre un terzo del mercato: le BEV toccano una quota del 25,6% e le PHEV un ulteriore 10,4%. Numeri che confermano come la transizione energetica stia entrando in una fase di decisa maturità commerciale.

Le regine del mercato: Tesla e le novità europee

A guidare la classifica delle elettriche più vendute è ancora Tesla. La Model Y, grazie anche alle versioni più accessibili, ha totalizzato 32.685 immatricolazioni (+43%), seguita dalla Model 3 con 16.863 unità (+66%). Un risultato che consolida il primato del costruttore americano, ma che deve fare i conti con una concorrenza sempre più agguerrita.

Tra le novità più interessanti spicca la Renault 5 E-Tech, che sfrutta il fascino del nome storico e un posizionamento di prezzo competitivo per salire sul terzo gradino del podio elettrico, con una crescita del 34%. Bene anche la Skoda Enyaq (7.430 immatricolazioni, +43%) e la piccola Leapmotor T03, che con un incremento del 382% testimonia la progressiva penetrazione dei marchi cinesi. Da segnalare anche il debutto della Renault Twingo E-Tech, capace di raccogliere 4.452 consegne nel suo primo mese pieno.

Nel segmento premium, la nuova BMW iX3 basata sulla piattaforma Neue Klasse ha esordito con circa 7.100 unità, mentre la Mercedes CLA elettrica si avvicina alle 6.000 immatricolazioni. Tra le ibride plug-in, la Byd Atto 2 si è imposta come modello più venduto, superando la Seal U e confermando la competitività dei costruttori cinesi anche nelle motorizzazioni elettrificate.

Il ritardo italiano

Nonostante una crescita del 10,6% a giugno, l'Italia resta fanalino di coda tra i principali mercati europei per diffusione delle auto ricaricabili. Le elettriche pure si fermano al 10,2% del mercato nazionale, contro una media del 27,4% nel resto d'Europa. Sommando anche le ibride plug-in, la quota complessiva raggiunge appena il 20,9%, oltre quindici punti in meno rispetto alla media continentale. Un divario che secondo gli addetti ai lavori richiederebbe politiche fiscali più incisive per favorire il rinnovo del parco auto, a partire dalle flotte aziendali, e accelerare la decarbonizzazione dei trasporti.

Per le aziende e i privati che valutano soluzioni di noleggio a lungo termine, l'espansione dell'offerta elettrica rappresenta un'opportunità concreta: i nuovi modelli garantiscono autonomie sempre più elevate, costi di gestione ridotti e, in molti casi, incentivi fiscali non trascurabili. La sfida per il mercato italiano sarà quella di colmare il gap infrastrutturale e normativo per rendere la mobilità a zero emissioni accessibile a un pubblico più ampio.