Dopo un periodo di forte contrazione, Stellantis registra i primi indicatori di un'inversione di tendenza. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenendo alla Camera, ha descritto un quadro in miglioramento per gli stabilimenti italiani del gruppo, trainato in particolare dalla recente introduzione della Fiat 500 ibrida a Mirafiori.

Produzione in aumento nel 2026

Secondo le stime richiamate in sede parlamentare, nei primi sei mesi del 2026 i volumi produttivi di Stellantis nel nostro Paese hanno segnato un incremento medio di oltre il 15% rispetto all'anno precedente. Un risultato che arriva dopo quello che il ministro ha definito un "annus horribilis" per il settore automobilistico nazionale e che fa ben sperare per il consolidamento della ripresa.

Urso ha collegato questo cambio di passo a una revisione profonda della strategia industriale, con l'abbandono di una politica focalizzata esclusivamente sull'elettrico e la ricerca di soluzioni più vicine alle esigenze del mercato. Un passaggio che ha coinciso con l'uscita di scena del precedente management e con l'avvio di un nuovo corso.

La Fiat 500 ibrida come traino

Elemento centrale del rilancio di Mirafiori è senza dubbio la Fiat 500 ibrida. Il modello, che affianca la versione elettrica, ha permesso allo storico impianto torinese di ampliare il proprio bacino di potenziali acquirenti, intercettando quella fascia di consumatori non ancora pronta a compiere il salto verso un'auto a batteria. Un ritorno a una motorizzazione termica elettrificata che risponde a una domanda ancora molto forte in Italia e in Europa.

Nonostante ciò, il ministro ha lasciato intendere che le attuali linee produttive potrebbero non bastare a garantire un futuro di piena occupazione per il sito: "Probabilmente sarà necessario un terzo modello a Torino", ha affermato, riaccendendo il dibattito con sindacati e azienda sulla saturazione della capacità produttiva e sul mantenimento dei livelli occupazionali.

Economia circolare e batterie: il polo si trasforma

Oltre all'assemblaggio, Mirafiori sta rafforzando la propria vocazione di polo industriale multifunzionale. Il ministro ha citato lo sviluppo del polo di riciclo europeo, che punta a fare di Torino un centro di riferimento per l'economia circolare applicata all'automotive, e la crescita del centro tecnologico dedicato alle batterie. Due direttrici che, insieme alla produzione veicoli, disegnano un ecosistema integrato in grado di attrarre investimenti e competenze.

La prospettiva di un terzo modello, quindi, non rappresenta solo un'esigenza produttiva, ma un tassello per rendere sostenibile l'intero progetto di riconversione dello stabilimento torinese. In attesa di sviluppi concreti, i segnali che arrivano dal mercato e dalle prime reazioni alla 500 ibrida fanno comunque respirare un clima di cauto ottimismo.